Come la paura influisce nel processo di decision making
“L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.”
_Giovanni Falcone, magistrato.
Che cos'è la paura? E come influenza le nostre decisioni?
Nonostante a volte sia difficile esserne consapevoli, la paura può giocare un ruolo importante nel modo in cui prendiamo (o non prendiamo) le decisioni. Evitare il rischio che una decisione comporta è spesso una strategia per fare a meno di scegliere tra diverse opzioni, ma una eccessiva avversione al rischio può limitare le opportunità.
Spesso non identifichiamo correttamente i fattori che influenzano il nostro processo di scelta, ma se siamo in grado di comprendere il peso che la paura può avere sulle nostre decisioni, possiamo prevenire alcuni dei suoi effetti negativi.
La paura porta a pregiudizi e comportamenti negativi
Una serie di pregiudizi e comportamenti negativi associati alla paura possono avere un ruolo importante nel processo di scelta. Perché?
In generale, gli eventi negativi hanno un impatto più significativo sull’essere umano rispetto a quelli positivi. Le situazioni avverse, infatti, vengono percepite dal nostro cervello in modo più intenso e ricordate più a lungo. L’evoluzione dà priorità alla sopravvivenza, dunque riconoscere e ricordare situazioni minacciose ha rappresentato un vantaggio quando un errore poteva fare la differenza tra la vita e la morte. Questo ha reso il cervello più reattivo agli stimoli negativi.
Inoltre, le emozioni negative attivano più aree cerebrali rispetto a quelle positive, soprattutto nel caso dell’amigdala, la struttura che gestisce paura e allerta. Dunque gli stimoli negativi vengono elaborati più a fondo e più rapidamente dal sistema limbico.
Quando si presenta il momento di prendere una decisione, le informazioni negative hanno un peso maggiore in quanto fortemente ancorate nella nostra memoria a lungo termine.
Il pregiudizio di negatività può inoltre influenzare il processo decisionale agendo sulla percezione delle proprie capacità. La “sindrome dell’impostore” – fenomeno psicologico che porta una persona a non sentirsi mai all’altezza- può avere un impatto sulle prestazioni a lungo termine. Chi soffre di questa sindrome tende ad attribuire i propri successi alla fortuna o a fattori esterni e a minimizzare i propri risultati, provando un forte senso di insicurezza, anche in presenza di prove oggettive di valore.

Come la paura può influenzare il processo decisionale in ambito
Per quanto sia sensato soppesare rischi e benefici di ogni situazione, in un contesto aziendale il pregiudizio della negatività può creare una cultura avversa al rischio, e per questo resistente al cambiamento e all’innovazione, con la conseguenza di non comprendere né rispondere adeguatamente alle nuove esigenze del settore e dei propri clienti.
Avversione al rischio
L’avversione al rischio è strettamente collegata all’avversione alla perdita che descrive il fenomeno per il quale le persone tendono a percepire il dolore di una possibile perdita molto più intensamente rispetto al piacere derivante dall’ottenere dei risultati positivi. (1)
Sul lavoro, questa paura può manifestarsi con il mantenimento di condotte e abitudini superate o addirittura negative, quando sarebbe invece necessario un cambiamento.
Uno degli esempi più diffusi è quello del timore del nuovo. In un ambiente aziendale in cui la paura è radicata nel sistema organizzativo e le idee di cambio e innovazione vengono sistematicamente rifiutate soprattutto dal management, l’effetto domino porta i lavoratori a non produrre e proporre idee e strategie di miglioramento.
In ambito professionale, così come nella vita quotidiana, l’incertezza è una costante che può generare paura e ansia, influenzando significativamente il nostro processo decisionale. Diversi studi hanno dimostrato che l’ansia derivante dall’incertezza può portare a comportamenti disadattivi, come decisioni impulsive o evitamento di scelte importanti. (2)
Inoltre, l’intolleranza all’incertezza è stata identificata come un fattore che contribuisce a disturbi d’ansia e depressione. Le persone con bassa tolleranza all’incertezza possono sperimentare stress elevato e difficoltà nel prendere decisioni.
Bibliografia
- https://www.behavioraleconomics.com/resources/mini-encyclopedia-of-be/loss-aversion/
- Carleton RN (2016). Into the unknown: a review and synthesis of contemporary models involving uncertainty, Journal of Anxiety Disorders, vol. 39, pp. 30–43.

